Al generale Luigi Capello si devono le principali conquiste del Regio Esercito durante la Grande Guerra. Il suo nome è però rimasto legato al rovescio di Caporetto.
L’analisi della damnatio memoriae che tuttora perseguita la figura del Generale ha condotto alle vere cause di una rimozione tenace e accanita che affonda le proprie radici ben prima della grave sconfitta subita dall’Italia: la ragione di tale condanna morale è da ricercarsi nella dissonanza fra la forma mentis vulcanica di Luigi Capello e le consuetudini (saldamente radicate) proprie dell’ambiente militare.
A ben vedere i luoghi comuni che lo contrapposero al generale Cadorna e che lo dipinsero alla stregua di un Comandante crudele (il macellaio) non trovano rispondenza nei fatti: l’origine di essi è da cercarsi nel lavoro della Commissione d’Inchiesta, teso palesemente a ridefinire le responsabilità sulla base di un preciso (e tutt’altro che imparziale) disegno politico. Anche le decise distanze dal Fascismo contribuirono a cancellare la memoria di Capello (nonché la persona, attraverso la condanna – in assenza di prove – a trent’anni di detenzione per un attentato alla vita del Duce).
La fede nella Verità, figlia del Tempo, gli ha permesso di emergere moralmente invitto dalle prove più sfibranti. La ricerca della verità storica – quella più scomoda – ha guidato il presente lavoro.
 

L'Autrice

Compiuti gli studi musicali e filosofici, Maria Luisa Suprani Querzoli ha conseguito il Master in Storia Militare Contemporanea 1796 – 1960.
Di recente ha pubblicato La Grande Guerra di Francesco Baracca (Forlì, CartaCanta Editore, 2020) dove la figura dell’Asso è analizzata nei suoi tratti più innovativi. La pubblicazione è stata recensita su «Rivista Aeronautica» (n. 04/2020). Sul numero 5/2020 della stessa rivista è stato pubblicato l’articolo Attualità di Francesco Baracca.
È Tutor della Commissione Valutatrice CFPs (progetto editoriale Centenario dell’Aeronautica Militare).
Collabora con il C.E.S.V.A.M, Centro di Ricerca dell’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro fra Combattenti e Decorati al Valore Militare.
 

Dice del suo libro...

Il ‘pacifico borghese’, in grado di ascendere alle cime senza orgoglio (ovvero di risultare empatico in un momento storico dove la nobiltà di spada era contraddistinta dall’assetto distaccato nei riguardi di persone ed eventi, nonché di se stessa), dovette le sue fortune alle peculiarità che ne connotarono il carattere fin quando il configurarsi degli eventi trasformò in colpa ciò che prima era ascritto a merito, a partire dalla hybris innegabile che rendeva inconfondibile la sua personalità. La capacità di coinvolgimento dei suoi interlocutori unita alla decisione e al coraggio con cui alimentava e sosteneva la propria visione costantemente protesa al futuro, divergente da quella della maggioranza degli Ufficiali di carriera del tempo, fu da questi in qualche modo assimilata a certi tratti disinvolti del suo carattere e forsanche alla mancata larghezza delle risorse economiche di cui poteva disporre, ritenuta non adeguata al livello di carriera (seppur meritatamente) conseguito.
In un contesto che ancora privilegiava l’appartenenza a famiglie di illustre tradizione militare, la figura di Capello collimava perfettamente con quella dell’homo novus, in grado di bruciare le distanze socio – culturali che lo separano dallo status ambito grazie alle sole proprie qualità, sostenute in aggiunta, nel caso di Capello, da una rara dose di energia.

 

Luigi Capello. Profilo di un generale italiano

SKU: ISBN 9788832872408
€ 16,00Prezzo