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CHI SIAMO

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Libri come pietre d'angolo

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Tralerighe libri è una casa editrice indipendente nata a Lucca nel 2013 con l'idea di riannodare e intrecciare i fili con il passato, cercando di fare libri "come pietre d'angolo". Tralerighe pubblica libri di memorie, diari, saggi, romanzi e documenti per mantenere inalterata e viva la ricerca storica e l'interesse per le radici della nostra società nel Novecento.
Un continuo esercizio e lavoro di scandaglio alla ricerca di storie e mille rivoli che formano la tela del nostro paese.
Tralerighe - e si legge nel nome - corre tra le pagine, incessantemente, in un lungo e paziente lavoro di proposta. Il compito dunque non è solamente quello di stimolare la lettura, ma di difendere e rinnovare le fondamenta della pietra d'angolo sulla quale ci siamo formati.
Tralerighe è curata dal suo direttore Andrea Giannasi, laureato in Storia contemporanea all'Università di Pisa.

Manoscritti e proposte di edizione

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Tralerighe libri pubblica saggi e tesi legate al Novecento. Dunque argomenti storici e letterari. Pubblichiamo anche narrativa ma sempre seguendo la linea della narrazione contemporanea (dunque non romanzi autobiografici o scritture ombelicali).
Non pubblichiamo poesia se non quella legata al progetto La Masnada del Festivaletteratura di Calabria.

Ecco alcune norme da seguire.
Si prega di non inviare né per posta ordinaria e neppure via email manoscritti perchè non verranno letti. Si può porre all'attenzione della casa editrice il proprio testo spedendo una sinossi del manoscritto e una breve biografia dell'autore (non il curriculum), ricordando che NON pubblichiamo:

- romanzi di genere horror, fantastici, rosa, sfumature o sbiaditure, etc.
- raccolte di poesie se non legate a progetti specifici inerenti i percorsi poetici de La Masnada e del Festivaletteratura di Calabria.

Inviando la vostra email non inserite alcun allegato e dunque sia la sinossi, sia la biografia vanno inserite nel corpo della email.
Visto l'alto numero di email e proposte che riceviamo non garantiamo una risposta anche per comunicare l'esito negativo della lettura.

A cosa servono i libri

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“Avete visto la balena bianca?” domanda Achab alle navi incontrate, mentre i ramponieri affilano e il vento placa l’urlo. Sembra quasi di essere anche noi, oggi, sul Pequod. Nella ricerca incessante del mostro che non si piega all’uomo. In quella plastica dimostrazione del trionfo della natura.

E cosa dire di Todd Andrews, di quella mattina, di quel 21 luglio del 1937, quando destandosi accettò il suicidio come ultimo gesto. Nell’attesa di quell’opera galleggiante.

Ecco leggere è un mestiere difficile, forse più arduo del palombaro che seppur rischi l’abisso, non riesce ad affondare nel buio come fanno gli scrittori nelle nostre anime. Inutile continuare, ché avete già capito. Il duello è mancato.

Avrò avuto 13 o 14 anni quando iniziai a leggere “Guerra e pace” di Tolstoj. Quattro volumi ma già non guardavo al numero delle pagine. La colpa fu di Andrej Bolkonskij. Lo lasciai ferito sul campo di Borodino. E lì abbandonai anche Lev con i suoi servi della gleba. Tutto questo per capire che nonostante il fuoco di fila ognuno di noi non farebbe una brutta figura a Lexington.

Ecco da lì vorrei cominciare.

Non si abbandona il campo per questo e sappiamo che Alba la possiamo perdere dopo 23 giorni, ma a primavera ce la riprenderemo, e per sempre.

Tralerighe si rifà il naso, ma più storto di prima, più aquilino, più contorto e deformato, perché le raffinatezze sono terminate nelle cantine di Berlino a maggio del ‘45. 

ADEI: l’Associazione degli Editori Indipendenti ora è anche casa nostra.

Del resto anche Achab sul Pequod aveva il suo equipaggio e il suo Ismaele “the only surviving crewmember”.

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