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Arturo ha 18 anni quando riceve la cartolina precetto che lo chiama alle armi. In pochi giorni, dal 22 agosto all’8 settembre del ‘43, la sua giovane vita è sconvolta. Strappato all’affetto della famiglia, si ritrova deportato nel Lager Bezeichnung 247/I M.Stammlager II/A a Neubrandenburg. Qui è profondamente segnato da due anni di durissimo lavoro coatto, logorato nel fisico e nell’animo. Qui, da soldato prigioniero di guerra si ritrova IMI: da uomo, numero, 101540; da libero, schiavo.
La mia prigionia è il racconto di uno spaccato di vita di IMI, quella di Arturo.
Semplice, ricco di particolari rimasti indelebili nella sua memoria, è testimonianza dell’impietosa realtà dell’internamento, fatta di umiliazioni, di sofferenze, di fatica, di fame, di freddo, di terrore, di solitudine, di fede profonda. È testimonianza della sua coraggiosa scelta di libertà.

 

L'Autore

Arturo Carrozza (1924 / 2014) nasce a Nardò, Lecce, il 17 novembre 1924, da Antonio e Chiara Falangone. Primo di otto figli, sette maschi e una femmina, lavora con il padre in campagna fin da bambino per aiutare la famiglia. Frequenta la scuola elementare con profitto fino alla quinta classe; riceve un’educazione basata su profondi valori etici e religiosi. Le sue memorie sono scandite dalle ricorrenze religiose e dalla fede. Uno dei fratelli, Cosimo, con il quale egli durante la prigionia tiene la corrispondenza, diventerà sacerdote. A 18 anni è deportato nel Lager Bezeichnung 247/I M.Stammlager II/A a Neubrandenburg in Germania, dove viene profondamente segnato da due anni di durissimo lavoro coatto cui i tedeschi, dopo l’8 settembre del 1943, costrinsero tanti prigionieri italiani (Internati Militari Italiani) privandoli della dignità di uomini. Nell’ottobre del 1963 gli è stata conferita dall’Esercito Italiano, la Croce al merito di Guerra “in riconoscimento dei sacrifici sostenuti nell’adempimento del dovere in guerra”. Nel giugno del 2013, pochi mesi prima di morire, ha ricevuto dalla Presidenza della Repubblica la Medaglia d’Onore per aver contribuito con le sue scelte coraggiose a combattere il nazifascismo. Nella stessa occasione ha ricevuto dal sindaco Marcello Risi una Medaglia del Comune di Nardò, come riconoscimento a un cittadino esemplare che ha onorato la sua città, mantenendo sempre salda la fede negli ideali di libertà. Grande e intensa è stata la commozione per quelle medaglie, simbolo di un riscatto atteso una vita, che ha tenuto strette al cuore e che sono state di conforto fino alla morte. Arturo muore a Nardò l’1 gennaio 2014.

 

La mia prigionia. La testimonianza dell'internato Militare n. 101540

SKU: ISBN 9788832874877
18,00 €Prezzo
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