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Domenico Curia, sottotenente medico dell’Esercito italiano, dopo l’8 settembre 1943 rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e di servire le forze armate tedesche. Una scelta di dignità, condivisa con migliaia di soldati, che lo condusse alla deportazione nello Stalag IV-B/Z di Zeithain dove continuò a svolgere la sua missione tra fame, gelo e umiliazioni.
Nel 1947 raccolse le sue memorie di guerra, corredandole di bozzetti illustrativi di luoghi e persone, con l’intento di lasciare al figlio Francesco una lezione di vita e di storia. In questo libro, quelle pagine scritte “a freddo” si intrecciano con gli appunti annotati “a caldo” sull’agenda tascabile che lo accompagnò nel viaggio di ritorno dalla prigionia in     Germania.
Prende così forma una testimonianza che denuncia «la beffa mortificante ai morti, lo schiaffo sonoro sulle guance dei giovani che credettero e vennero illusi» e che, oltre il filtro del tempo, svela l’inganno e la disumanità della guerra.
 

L'autore

Domenico Curia (Bari, 1913 – San Giacomo d’Acri, 1980), durante la Seconda guerra mondiale prestò servizio come sottotenente medico dell’Esercito italiano. Nel novembre 1943 fu fatto prigioniero sul fronte albanese e deportato nello Stalag IV-B/Z di Zeithain, in Germania, dove rimase fino all’aprile 1945. Durante l’internamento curò i compagni in condizioni estreme, guadagnando la stima dei suoi commilitoni e persino il rispetto dei tedeschi. Dopo il conflitto si dedicò alla professione civile, operando come medico condotto in diversi comuni del cosentino, tra cui Fagnano Castello, Longobucco e soprattutto San Giacomo d’Acri. Qui visse con la moglie Sapienza e i loro figli, Francesco e Agata, divenendo, per la sua umanità e la dedizione al lavoro, un importante punto di riferimento per l’intera comunità. Nel 1952 gli venne conferita la Croce al Merito di Guerra.
 

I ricordi di guerra e di prigionia 1943-1945

SKU: ISBN 9788832874587
16,00€Prezzo
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