Il diario di uno dei fotografi, che parteciparono alla campagna di Russia, aggregato al comando del quartiere generale dell’ARMIR.
Un documento eccezionale, che grazie ad un inedito corredo fotografico, racconta in dettaglio la vita dei soldati italiani al fronte. 
I bombardamenti, la fame, la crudeltà dei soldati tedeschi, la bontà della popolazione russa, l’impreparazione e la disperazione.
L’autore ha modo di osservare la ritirata dal comando dell’VIII Armata, riuscendo a non cadere prigioniero.
Rientrato in Italia dopo l’8 settembre 1943 Brancoli Pantera si nasconde ma è poi costretto a tornare per prestare servizio in un  ufficio della RSI al comando provinciale di Lucca. Inizia così il periodo di Resistenza che lo vede protagonista sia durante il giorno, fornendo indirizzi sbagliati ai carabinieri che dovevano arrestare i renitenti alla leva, sia nelle notti quando con altri distribuiva volantini informativi alla popolazione invitando alla lotta di Liberazione.
In questo libro anche la drammatica vicenda di Norberta che diventerà poi moglie di Brancoli Pantera dopo la guerra, che emigrata con la famiglia in Africa Orientale Italiana, venne nel maggio del 1941 con altri migliaia di italiani rinchiusa in un campo di concentramento nella Somalia britannica. 
 

L'autore

Giampiero Brancoli Pantera parte per la leva militare il 25 ottobre del 1941 con destinazione la Scuola di Cine-fotografia a Roma. Superato il corso il 7 maggio 1942 viene assegnato alla III sezione Fotografi presso il Quartier Generale della VIII Armata Italiana in Russia. Il 24 maggio parte e raggiunge il teatro di guerra sul fronte russo. Con il proprio gruppo fotografico Brancoli Pantera segue l’andamento del conflitto raggiungendo le anse del Don e scattando con altri 36 fotografi migliaia di immagini che sono entrate nella storia. Rientrato in Italia viene posto in servizio a Padova, che lascerà dopo l’8 settembre 1943, raggiungendo Lucca. Fuggito è costretto sotto minaccia a rientrare a servire la Repubblica Sociale Italiana, ma con altri durante il giorno mette in atto azioni di salvaguardia dei renitenti alla leva fornendo informazioni errate ai comandi territoriali dei carabinieri, di notte fa volantinaggio. 

Il diario del periodo “russo” è olografo. 
Dopo la guerra fu grande il suo  impegno, dopo la caduta dell’URSS, per far rientrare molte salme (circa 300) di caduti italiani e per far realizzare il monumento ai caduti in Russia presso il cimitero di Sant’Anna, impegno per il quale fu nominato Grand’Ufficiale dal Presidente della Repubblica.

Giampiero Brancoli Pantera. Fotografo in Russia con l'Armir

SKU: ISBN: 9788832871326
€ 15,00Prezzo

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